Percorso teorico-pratico per approfondire tutto ciò che produce il benessere, la salute e la percezione del proprio equilibrio psico-fisico. Lo studio dell’anatomia e della fisiologia, e la pratica del movimento del corpo e delle tecniche respiratorie, riproducono l'approccio delle antiche culture orientali dove con costanza umiltà e pazienza si può diventare maestri di se stessi.

Sooken è il tentativo di rappresentare e realizzare un grande sogno che l’essere umano coltiva da sempre: il benessere. Un benessere a tutto campo sia legato alla fisicità, nella rappresentazione di un fisico in salute, come pure relativo alla mente, nella corretta gestione delle proprie emozioni, ma anche definito rispetto ad aspetti culturali e sociali dove la comunicazione, il mutuo confronto di opinioni e l’incontro di diverse culture è in grado di generare un benessere sociale, morale ed ambientale.
Perché si utilizza il termine Sooken
Tale nome proviene dalla cultura di un lontano Oriente che ci ha sempre stimolato grande curiosità per la profonda saggezza dei contenuti e la semplicità delle espressioni. Sooken è il Benessere in tutte le sue forme: fisico, psichico, relazionale e sociale.
Finalità del percorso di Sooken Jujitsu
Nel rispetto delle caratteristiche fisico-psichiche e culturali di ciascuno, il Sooken Jujitsu offre l’opportunità di stimolare ed arricchire chiunque voglia cimentarsi, definendo un programma personalizzato utile ad incrementare e mettere alla prova i propri limiti.
Metodi e strumenti
Sooken Jujitsu è un percorso formativo che nasce dalle Arti Marziali nella loro ottica più tradizionale. Metodi e contenuti della pratica delle Arti Marziali sono visti come ausilio all’incremento e sviluppo della persona in una ricerca di equilibrio, sicurezza, adeguatezza e capacità di analisi. Tale ricerca si avvale di un percorso legato alla fisicità intesa come aumento delle capacità atletiche espresse nella fluidità, elasticità e potenza. È una ricerca della propria forma fisica dove gli obiettivi non rappresentano la fine, ma solo delle tappe intermedie di un percorso che ognuno nel tempo si costruisce, come nella metafora orientale della "montagna senza vetta", espressione della spinta continua verso il miglioramento e l’incremento delle proprie potenzialità.
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